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Dicono di noi

Eventi
Vincenzo Ragno autore del libro "Il velo del silenzio" intervistato da Nadia Scimone per Tremedia TV
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Video tratto dalla trasmissione Terzo Millennio - Tremedia TV - Intervista di Niadia Scimone a Vincenzo Ragno, autore del libro "La malinconia dell'amore" e a Gianluca Buttafarro (editore).
Video tratto dalla trasmissione Terzo Millennio - Tremedia TV - Intervista di Niadia Scimone ad Alfredo Buttafarro, autore del libro "Nel giardino di Alfredo,Michela e Marco" e a Gianluca Buttafarro (editore).

       di Matteo Papucci  - LEGGERE:TUTTI  ( Settembre- Ottobre 2015)

  Ci sono libri per cui è difficile fare una recensione priva di cuore. Mentre li si legge, è impossibile non legarvisi affettivamente o distaccarsene a sufficienza per scorporarli e analizzarli.
“Gli ospiti dell’antiquario” è uno di quei libri.

Continua a leggere clicca qui ....    /    Info libro  




di Marcella Mancuso - da  CLUB LETTERARIO MM - http://clubletterariomm.blogspot.it/

Questo nuovo romanzo scritto dal dott. Vincenzo Ragno ed edito dalla casa editrice messinese La Feluca, ha tutte le caratteristiche per sfondare una breccia nel cuore di noi conterranei ma anche di tutti coloro che non vivono come noi questa bella ma trascurata città.
I tre racconti che nascono e crescono per poi spegnersi in tre finali coinvolgenti, raccontano dei frammenti di vita - così come la stessa didascalia del titolo recita - grazie ai quali il lettore riesce a respirare una Messina vera e pulsante, che  con i suoi delitti forse poco conosciuti, i suoi amori indimenticati ed i suoi sentimenti feriti, galleggia pacifica sulle acque dello stretto.
continua a leggere ...

Da "Club Letterario MM". Maggio 2014

Ieri sera ho cominciato a leggere il nuovo volume di racconti edito dalla casa editrice messinese "La Feluca Edizioni"; si tratta di cinque storie ambientate nella zona della stazione marittima della città di Messina - appunto -, che hanno come epicentro il bar che da anni ormai costituisce il cuore pulsante del via vai notturno e diurno della zona.... CONTINUA A LEGGERE


Venerdi 24 aprile alle ore 19.30 La Feluca Edizioni ospite di
Radiostreet Messina per parlare di 'letteratura urbana' e del libro "Zona Porta Messina" (Concorso letterario - Unità di luogo)

Ascolta radiostreet - http://www.radiostreet.it/


GAZZETTA DEL SUD - SABATO 5 APRILE 2014

Primo e-book scritto ed edito a Messina
di Paola Saladino               -     
www.filodirettonews.it     -  Articolo del 13 marzo 2014

È il dott. Alfredo Buttafarro con il Suo Il suicidio del professore – un giallo psicologico, edito da “La Feluca Edizioni” – il primo scrittore di e-book messinese.

La presentazione del libro, tenutasi presso il salone dell’Istituto Sant’Anna ed organizzato dal Club “Kiwanis”, di Messina, Nuovo Ionio, “La Feluca Edizioni” e gli ex Allievi del Sant’Anna, ha dato l’opportunità di toccare vari aspetti del panorama culturale odierno. Infatti, si è parlato sia della necessità di promuovere – con adeguate iniziative – la cultura fondamento di ogni democrazia, come notato dal dott. Alberto Randazzo, coinvolgendo in particolare i giovani, che dell’attuale crisi dell’editoria. continua  a leggere ...    

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GAZZETTA DEL SUD - 8 DICEMBRE  2013

ARTICOLO TRATTO DA "MESSINA MEDICA"  -  NUMERO QUINTO 2013

LA SERPE  ANNO  LIX -  N° 3  SETTEMBRE 2013

DA GAZZETTA DEL SUD - DOMENICA 21 LUGLIO 2013


DA CENTONOVE  N. 28  DEL 19 LUGLIO  2013

Giovedì 4 aprile 2013  - Filodiretto News - Quotidiano on line  
Recensioni librarie
Gianluca Buttafarro – Un libro per raccontare Messina
di Paola Saladino

È un rapporto di amore e di odio verso Messina la cifra che accomuna i dieci racconti del libro Cara Messina, ti scrivo.., edito da La Feluca Edizioni, di Gianluca Buttafarro. Il fine di questo libro, caratterizzato da grande coralità come ha evidenziato Ruggeri, è quello di scuotere la Messina di oggi, immemore del suo passato, dallo stato di torpore in cui si trova per farle recuperare la sua identità. Attraverso questi racconti in cui eros e thanatos s’intrecciano, ambientati per lo più nel XX secolo (meno quello di Venuti che parla del terremoto del 1763 e quello di Buttafarro che ha per sfondo la Messina del Seicento), si scandagliano le ferite della nostra città dovute a terremoti, bombardamenti, decadenza economica e morale, cercando di curarle.

Obiettivo non facile da raggiungere perché, come ha spiegato Zampieri, docente di sociologia urbana, se la realtà della città, in genere, è complessa, quella di Messina lo è ancora di più. Infatti, il terremoto del 1908 non solo ne ha distrutto monumenti e chiese, ma ne ha anche stravolto l’impianto topografico. Così, invece del dedalo di stradine, tipico delle città marinare, con al centro la falce del porto, si sono costruite strade rettilinee e la falce è stata spezzata dalla stazione ferroviaria. Soluzioni queste che, per quanto moderne, hanno creato estraneità.

Gli autori di “Cara Messina, ti scrivo.. si cimentano nel tentativo di rilanciare l’idea di una letteratura messinese che dia voce alla sensibilità, cultura ed impegno sociale dei suoi abitanti, nonostante l’opinione negativa di Sciascia “Messina? Non esiste”. E la Messina raccontata è caratterizzata dal suo mare che dà vita (eros), ma anche morte (thanatos), dai suoi terremoti, dal suo passato operoso e prospero, sul cui sfondo si muovono donne e uomini spinti dalle passioni che abitano l’animo dell’uomo di ogni tempo in un intreccio di carne e sangue, di realtà e sogno.

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GAZZETTA DEL SUD  - MESSINA - Giovedì 28 Marzo 2013

LETTERATURA PER MESSINA  da  TEMPOSTRETTO - Quotidiano on line
“Cara Messina, ti scrivo…”. Dieci autori ispirati dalla nostra città
Ieri al Teatro Vittorio Emanuele la presentazione del libro “Cara Messina, ti scrivo…”, un’antologia di dieci racconti unita dal profondo amore per la nostra città

Messina vista attraverso gli occhi di dieci autori uniti dal profondo amore verso la nostra città. E’ il filo conduttore del libro “Cara Messina, ti scrivo…”, antologia di racconti presentata ieri pomeriggio presso il Teatro Vittorio Emanuele alla presenza degli stessi autori dell’opera.
Un ventaglio di storie che parlano di profumi, suoni, odori, dettagli della città sullo Stretto, fondendoli ai loro protagonisti e a tematiche che da sempre si radicano nel retaggio socio-culturale dei messinesi. Un libro che mette in luce la dirompente complessità di Messina che necessita di un linguaggio essenziale e fortemente simbolico per poter essere descritta.
Utili, in tal senso, i comuni denominatori che prepotentemente tracciano le linee essenziali di storia e cultura della nostra città, trasformandone il “caos in cosmo e attribuendole, per quanto difficile, un’identità unitaria” – come ha affermato Pierpaolo Zampieri, ricercatore di sociologia urbana, nel corso della presentazione.
Traspare un “amore del messinese per la sua città, disordinato ma proprio per questo più istintivo e passionale” – ha aggiunto Giuseppe Ruggeri, relatore dell’evento nonché autore di uno dei dieci racconti. Le tematiche si ripetono e si inseguono assumendo facce diverse che ripropongono tuttavia un nucleo comune, un intenso caleidoscopio di immagini e colori che mira sempre allo stesso scopo: cogliere ed esaltare il cuore profondo racchiuso nella millenaria storia di Messina.
E’ per questo che tematiche come il terremoto del 1908 o l’attaccamento reverenziale al mare e alle sue verità nascoste, dominano l’intera opera che si ammanta di una veste corale nel riprodurre versioni e sfaccettature personali con cui la città viene colta e immortalata nello scritto ma che non dimentica il suo scopo unificante coincidente con il rilancio o meglio la creazione di un’identità cittadina e di una tradizione letteraria locale.
Una terra particolare la musa capricciosa dei dieci scrittori, un luogo spaccato da traumi che si insinuano nel subconscio collettivo per poi invaderne, silenziosamente, anche quello individuale. Una terra che si rivede in quelle ore sonnolente di un pomeriggio estivo dipinte da Patrizia Vicari; nei valori di lealtà e amicizia che spingono ai gesti estremi della narrazione di Giuseppe Ruggeri; nella passione sconfinata di una pescatrice dilaniata dalla passione per quel mare che minaccia di essere oltraggiato, come accade nel racconto di Emilia Celi.
Non mancano poi gli eterni Eros e Tanatos che si lanciano in una danza inattesa attraverso le parole di Lino Soraci né scarseggiano i riferimenti al sogno utopistico, segretamente covato dal messinese, di veder risorgere la sua città, un desiderio che spesso si arena nell’impazienza di intraprendere un lavoro costante e faticoso che solo può risollevare – come spiega Elisabetta Venuti – le sorti di una realtà amaramente in declino.
Risuonano poi anche gli eco di reticenze e malignità di una popolazione abituata a spiare da dietro le persiane per giudicare senza farsi vedere, quelle piccolezze che danno l’idea di un background duro ad acquisire i connotati più dinamici di quello della metropoli e che con maestria è dipinto da Vincenzo Ragno.
C’è poi il rimpianto per un tempo perso cui dà voce Pasquale Russo e l’idea della catastrofe naturale che cancella non soltanto quanto vi è di buono e positivo ma anche ciò che di cattivo e malvagio inquina e corrompe. E’ la forza della natura, insomma, che acquista un connotato catartico, purifica e resetta, azzera e pone ognuno allo stesso livello dell’altro, un insegnamento, questo, che trasuda dal racconto di Ignazio Pandolfo.
Ma la ribellione truce della natura è anche strumento per comprendere – ed è questo il senso della narrativa di Mario Oscar Venuti – che non può esservi costruzione senza distruzione e che solo una coralità d’intenti può far fronte alle imprevedibili bizze del creato, ripartendo da ciò che è stato devastato per rinascere più e più volte, con pazienza.
E vi è infine un tuffo – compiuto da Alfredo Buttafarro – in un remoto passato, quello seicentesco, che offre propizia occasione per parlare di una Messina che non c’è più ma che, a dispetto di quegli interventi naturali che hanno infierito sulla tradizione orale, custodisce gelosamente le sue radici più profonde. (Sara Faraci)

foto Alessio Villari
Mercoledì, 27 marzo, 2013 - 12:23
Scritto da: Sara Faraci
Categoria: cultura e spettacoli
Tag: Cara Messina ti scrivo | presentazione | teatro Vittorio Emanuele   STAMPA



GAZZETTA DEL SUD  - GIOVEDI 21 MARZO 2013

LA FELUCA EDIZIONI SARA' OSPITE A
RADIO MESSINA INTERNATIONAL PER PARLARE DEL LIBRO "CARA MESSINA, TI SCRIVO ..."

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Incubatore, le nuove leve conquistano il Salone
La Feluca Edizioni – Messina


La feluca non è solo un cappello, ma anche un'imbarcazione, utilizzata ancora oggi nello stretto di Messina per la pesca del pesce spada. Proprio come una barca, la giovane casa editrice siciliana nata nel 2009 ha deciso di salpare alla ricerca di giovani firme eccellenti da proporre sul mercato. La scoperta e la valorizzazione di nuovi talenti, infatti, costituiscono la mission principale de La Feluca. La scommessa dell'editore
messinese è quella di riuscire a fare emergere giovani autori di qualità nel campo della narrativa e della poesia.

Tra le pubblicazioni proposte al Salone spicca
"La memoria", collana di narrativa incentrata proprio sul tema dell'edizione 2011 della manifestazione.

Al Salone Internazionale del Libro 2011, giovedì 12 maggio alle ore 16, presentano: Alfredo Buttafarro – La casa di Natale Urdì
Vedi la gallery


[…]  e che dire della raccolta di poesie dell’avvocato civilista Giuseppe Picichè edito da La Feluca edizioni? Il piccolo volume, presentato ad una interessantissima platea nel recente Salone del libro del Palacultura, è delizioso. Nelle poesie, l’amore per il mare (Picichè un velista di ottimo livello), per la sua terra e per l’amore stesso. Quello che l’avvocato intraprende, infatti, non è solo un viaggio in barca ma soprattutto un viaggio nei ricordi, alla ricerca dei contorni della propria anima.  […]  

tratto da : Giornale di Sicilia del 18 maggio 2011  

                                                                                         

Intervista allo scrittore Enrico Anastasi autore del libro ‘Mare bianco’
Perché la scelta di questo titolo, “Mare bianco”?  Inizialmente il romanzo doveva intitolarsi “La storia di Ilenia”; poi, nella fase di labor limae, una vera e propria fulminazione mi suggerì di inserire l’immagine della protagonista che, fissando il mare e la neve, fantastica di questo mare bianco, e allora pensai: il titolo dev’essere questo. Secondo me .... Leggi l’intera intervista clicca qui

Leggi altre recensioni sul libro clicca qui - Messinonda

Tempostretto  -    L'eco del sud  - Messina 7 -    Intervista all'Autore -    Strill



Una storia esoterica o un giallo dell'anima - "Aquilara", secondo romanzo di Alfredo Buttafarro
Un ritorno a casa che svela tante verità.

Aquilara, secondo romanzo di Alfredo Buttafarro. 
Si fa una cosa, anche bene, e se ne pensa un’altra. Si è di qua ma anche di là. Con la mente che naviga nei mari della fantasia e dell’ignoto per stare meglio e allontanare da sé l’eterna nemica. Il mondo della letteratura, della musica, del teatro, delle arti in genere è ricco di personaggi che per vivere hanno fatto un qualunque mestiere, anche remunerato, ricavando da questo, non sempre e non spesso, l’estro per opere immortali. Goldoni e Molière agli inizi hanno fatto gli avvocati, Svevo il bancario per 20 anni, Cechov svolse saltuariamente l’attività di medico, Ibsen dovette lasciare gli studi e per quattro anni fece il garzone d’una farmacia a Grimstad, Bufalino insegnò per 25 anni all’Istituto Magistrale di Vittoria e Sciascia fece il maestro nelle scuole elementari di Racalmuto. Gli esempi potrebbero continuare ancora per un bel po’, a dimostrazione che ognuno di noi  potenzialmente è tutto ciò che può immaginare, ma in concreto è ciò che poi riuscirà a realizzare nella vita. Anzi spesso l’attenzione e la precisione che si applica in una qualunque attività lavorativa primaria, sarà utile nel poterla devolvere con estro e genialità a favore, diciamo, della “seconda” attività: quella che completa l’altra faccia della medaglia o dello Yin e dello Yang, per voler semplificare. Ed è quello che è successo ad Alfredo Buttafarro che pur facendo il cardiologo in un ospedale di Messina, ha sempre rivolti i suoi interessi alla musica e alla letteratura, scrivendo testi di canzoni, un musical, una commedia, pubblicando il suo primo romanzo dal titolo “Angeli tristi”. Adesso, sull’onda del successo avuto con quest’ultima opera, Buttafarro ha scritto il suo secondo romanzo titolato AQUILARA, pubblicato per i tipi de La Feluca Edizioni (pagg. 114 € 10,00) e presentato nei giorni scorsi presso la Libreria Mondadori con una meticolosa relazione del professore Carmelo Scavuzzo. Un’opera che si legge tutta d’un fiato, un ritorno a casa del personaggio centrale Antonio Lanzes d’Aquilara, “ultimo discendente dei duchi che in epoca medievale avevano abitato il castello”, situato in un luogo dell’anima o in una zona non ben identificata della Calabria. Una piccola Odissea che vede questa enigmatico personaggio far ritorno nel suo paese dopo 19 anni per la morte del padre e ritrovare se stesso in un palazzo in cui s’aggira di notte una giovane figura di donna che compare e scompare misteriosamente.
Una storia quasi esoterica o un giallo psicologico, di cui poi si scopriranno verità inimmaginabili, che mi hanno affascinato come, credo, affascineranno quanto s’avvicineranno alla lettura del romanzo di Buttafarro.-

Gigi Giacobbe - da: Tempostretto - Quotidiano online


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