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Le disavventure di Madame Molina

Katia Molina

Le disavventure di Madame Molina -
Ogni sventura dà poi il piacere di raccontarla

Commedia - Ironico

2014  pp.94

PREZZO - € 12,00 (vol.cartaceo)
                  € 6, 00  (e-book)
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Non disponibile --
ISBN: 978-88-96358-21-4 (cartaceo)
         978-88-96358-22-1 (ebook)



Versione
cartacea

Le disavventure di una simpatica “sfigata” fanno sorridere e mettono di buonumore il lettore. Katia Molina assicura che si tratta di eventi realmente accaduti. Noi le crediamo e apprezziamo la sua capacità di riderci sopra e di fare ridere anche noi.  L’autoironia è l’ingrediente fondamentale di tutta la narrazione. Nel libro ci sono i ricordi dell’infanzia, della vita in famiglia, dell’incontro con il marito, del rapporto coniugale, ma soprattutto delle disavventure di viaggio che l’Autrice predilige. Sembra quasi impossibile che i guai più grossi le siano capitati quando era in procinto di partire per un viaggio o una vacanza programmata e tanto desiderata. Siamo indecisi se augurarle davvero che non le capiti più nulla o se sperare che incorra in qualche altra piccola disavventura che potrà così raccontarci in una futura pubblicazione.  

Ebook

Intervista all’Autrice del libro Le disavventure di Madame Molina - Katia Molina

Le tematiche trattate, certamente singolari, inducono il lettore a riflettere sull’importanza di saper ridere e sdrammatizzare riguardo accadimenti che contraddistinguono la vita d’ogni giorno. Ci chiediamo pertanto come e in quali circostanze sia nata l’idea di scrivere questo libro e anche qual è la motivazione principale che l’ha spinta a cimentarsi in questo lavoro?

Questo libro è “accaduto” per caso!
A Djerba, un cammello mi ha disarcionata e sinceramente, scene così, le ho viste solo a Paperissima e quando gli amici per scherzare mi hanno detto:
“ma basta, non ci posso credere, ne combini sempre una, ma scrivi un libro!”
In quell’istante mi si è accesa una lampadina che fino alla fine del libro, non si è più spenta.

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Quanto è importante per lei riuscire a sdrammatizzare e saper ridere riguardo i problemi che caratterizzano la vita d’ogni giorno ?

La prima cosa che tengo a precisare è che io non sono fatalista e non me la prendo con filosofia. Quindi non rido, ne sdrammatizzo nemmeno un pochino quel che sta accadendo in quel momento, anzi, in molti episodi descritti nei capitoli del libro, si comprende che appena mi è accaduta la disavventura, ho fatto una mezza tragedia greca!
Ma poi, appena provo a raccontare il fatto a qualcuno, già da subito lo descrivo come se fossi una teatrante in modo tragi-comico!
Vedere ridere le persone per il modo in cui racconto le situazioni, mi riempie il cuore (è l’autostima aumenta … eh eh!). Mi esalto e questo è il risultato. Sono un animatrice turistica mancata!
Ovvio che con i problemi gravi che la vita mi mete davanti e mi segnano indelebilmente, mai riuscirei a renderli spassosi. Sono divertente, ma ho un cuore sensibile (a volte troppo!).
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La narrazione oculata quanto attenta alla descrizione di eventi quotidiani sfocia, specie nella seconda parte del libro, nella descrizione di vicende inerenti ai viaggi compiuti dalla protagonista; famiglia, amore, amicizia, appaiono tutti temi centrali rispetto al contesto narrativo ma certamente la passione per i viaggi emerge chiaramente in tutta l’opera. Che cosa rappresenta per lei viaggiare ?  

Viaggiare è cultura, viaggiare è libertà!
Io adoro viaggiare! Vorrei vedere tutto il mondo … se fosse possibile!
Soprattutto prediligo i luoghi con etnie diverse dalla mia, come l’Asia, il centro-sud America, l’Africa (sì sì sì … ho ovviamente il mal d’Africa)!!
Sento il richiamo per quella destinazione e poi per quell’altra … e quindi viva il mappamondo!!
Per fortuna anche mio marito adora viaggiare, (altrimenti dopo la prima pizza, credo che non ce ne sarebbe stata una seconda! Un marito pantofolaio? No no no! Ah ah!) e quindi non ci ferma nessuno.
Di conseguenza i nostri bambini, abituati sin da piccoli, adorano viaggiare … yesssss!
Oltre che far bene al cuore per le emozioni, i viaggi ci arricchiscono di ricordi ed esperienze.
Vogliamo poi parlare che guardare un paesaggio, osservare un popolo, vedere una stella marina o una tartaruga gigante attraverso la televisione, non ha nulla a che fare con il tenere una stella marina in mano, parlare con altri popoli delle loro tradizioni e usanze, di essere davvero a strapiombo sulle scogliere, di assaggiare i loro piatti … di vivere davvero queste cose e non solo guardarle attraverso lo schermo?

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Qual è secondo lei il punto forte della narrazione? Preferisce un racconto in particolare e  perché?

Secondo me il punto forte di questo libro è la spontaneità con cui ho descritto i miei ricordi, molto d’impulso e con sentimento. Infatti la mia prima bozza, era esclusivamente scritta con tutto quello che passava nel mio cervello e tra un
“ ahhh già” … e un “ohhhh mamma mia” .. c’erano tante risate fatte davanti allo schermo del portatile, vedendo le mie gaffe concretizzarsi e aumentare, man mano che i ricordi riaffioravano! Solo in seguito ho pensato di correggere le frasi, gli errori, la grammatica e la sintassi.
Credo che questo particolare il lettore lo percepisca come se fossimo a tavola assieme e io stessi raccontando gli avvenimenti in maniera molto estroversa!
Beh, ce ne sono diversi che fanno parte dalla mia Top five personale:
quando penso al libro, subito mi viene in mente la mia infanzia, l’ombrellone di mio padre, i diversi aeroplani, mio marito e i miei figli.
“Irlanda” mi fa molto ridere (con il senno di poi.. )  perché come primo week-end in giro senza figli, siamo riusciti (ops.. sono riuscita ..) a combinarne di tutti i colori!

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Lo scritto, come detto, si presenta come una serie di brevi racconti di vita vissuta; la potremmo pertanto considerare un’opera autobiografica? E quanto invece di romanzato è presente nei racconti?

Assolutamente non vi è nulla di romanzato, ma ogni situazione è realmente accaduta come descritta nel libro. Il modo di narrare i vari capitoli, rendendoli ironici, è dovuto al mio modo di raccontare quello che mi succede. Non posso far a meno di esporlo come una teatrante. Difatti gli amici e i parenti, sono abituati alle mie scenette!

La comicità e l’umorismo nel cinema come in letteratura hanno un indubbio ruolo di prim’ordine, probabilmente perché non è facile far ridere in modo intelligente e originale;  si considera una sorta di Bridget Jones dei libri?  

È verissimo, non è sempre facile riuscire a far ridere. Io ci provo spesso, perché sono così, ma tanto posso ottenere una bella e sana risata, quanto l’effetto contrario e mi guardano come se fossi una deficiente.
Ovviamente non tutti sanno far ridere, ma nemmeno tutti sanno ridere!
Inutile dire che Bridget Jones è uno dei miei film preferiti.
La differenza? Lei è un personaggio inventato, mentre io sono reale! Ah ah!

Infine, quali sono i suoi progetti letterari? Ha in serbo altri lavori ed eventualmente, di che tipo ?

Io, come descritto bene nel libro, sono una persona che “una ne fa e mille ne pensa”. Non avendo terra ferma, è difficile anche per me sapere se domani, fra un’ora, un mese, un anno .. mi verrà qualche ispirazione particolare.
Ad esempio, questi racconti sono la conferma palese di quello che intendo.
Prima di allora, non avevo mai considerato di scrivere un libro, eppure dopo la caduta dal cammello, mi è arrivata l’ispirazione.
Quindi, che dire, io come voi .. lasciamoci sorprendere!


Booktrailer

© 2009 La Feluca Edizioni - s.a.s. -
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